Dottorandi primo anno
CURRICULUM LINGUISTICO
Dott.ssa Marta Gaeta
marta.gaeta@phd.unipi.it
«Porque muchas cosas podemos decir en romance que juntamente sean latín»: Bernardo de Aldrete (1565-1645) nella storia della linguistica iberica ed europea dei ‘Secoli d’oro’.
SPAN-01/C
L’obiettivo della ricerca è lo studio del trattato Del Origen y principio de la lengua castellana ò romance que oi se usa en España (Roma, 1606) del canonico andaluso Bernardo de Aldrete, al fine di elaborare un’edizione annotata e commentata dell’opera. Il trattato fu concepito con l’intento di confutare la teoria del ‘castigliano primitivo’, che si diffuse in Spagna alla fine del XVI secolo soprattutto grazie ai Discursos de la certidumbre de las reliquias descubiertas en Granada desde el año de 1588, hasta el de 1598 (Madrid, 1601) del giurista Gregorio López Madera (1562-1649). Tale teoria invalidava quella umanistica della corruzione del latino, facendo risalire le origini del castigliano alla confusio linguarum.
Al fine di contestualizzare le idee di Aldrete nel panorama degli studi di storiografia linguistica – un ambito di ricerca relativamente recente in area iberica – e di determinare la portata teorica del suo libro più noto, il presente progetto si propone di aggiornare e integrare i contributi scientifici attualmente disponibili sull’opera mediante un esame accurato e quanto più possibile esaustivo delle relazioni che essa intrattiene con il pensiero linguistico e l’episteme rinascimentale e post-rinascimentale. In questo senso, sarà indispensabile, a circa cinquant’anni dalla pubblicazione dell’unica monografia esistente dedicata al trattato, ripercorrere le tappe fondamentali della speculazione sulla lingua nel contesto storico e ideologico della Spagna del XVI secolo, retroterra immediato del pensiero di Aldrete: a tutt’oggi non si conoscono ancora a fondo i punti di contatto e gli elementi di divergenza tra il pensiero dell’autore e l’orizzonte culturale della sua epoca, in un momento in cui le coordinate nazionali e quelle europee risultano ineluttabilmente intrecciate.
Proprio in virtù della sua accurata analisi delle relazioni di dipendenza del castigliano dal latino, Aldrete è stato in più occasioni considerato un precursore della linguistica diacronica in quanto riflessione scientifica e disciplina. Tuttavia, non è ancora chiaro fino a che punto le sue intuizioni anticipino i postulati di ciò che oggi definiamo ‘linguistica storica’. L’indagine mira, pertanto, a storicizzare l’identità di Aldrete come pensatore e storico della lingua e a definire il suo profilo intellettuale e biografico anche attraverso una ricerca d’archivio che integri i dati già noti alla comunità scientifica.
Prof.ssa Selena Simonatti (Supervisore)
CURRICULUM LETTERARIO
Dott. Giuseppe Rà
giuseppe.ra@phd.unipi.it
Tra Phronesis e Nomos. Il genere biografico come dispositivo epistemico nella letteratura tedesca dal secondo dopoguerra in poi
GERM-01/B
A partire dal secondo dopoguerra, la letteratura tedesca conosce una trasformazione profonda del genere biografico. La crisi delle grandi narrazioni storiche, il ripensamento del soggetto dopo Auschwitz e la crescente riflessione sul rapporto tra memoria, testimonianza e rappresentazione contribuiscono a una messa in discussione radicale della distinzione tradizionale tra fiction e non-fiction, non più intesa come opposizione stabile, ma come confine mobile e problematico. In questo contesto, il genere biografico si configura come forma ibrida, capace di intrecciare materiali d’archivio, documenti, testimonianze, immaginazione narrativa e riflessione saggistica. Tale trasformazione va letta sullo sfondo della crisi dei modelli epistemologici forti che avevano fondato una concezione teleologica e totalizzante della storia, mentre il soggetto emerge come effetto di pratiche discorsive, apparati istituzionali e processi ideologici. La letteratura recepisce e rielabora criticamente l’idea di soggettivazione come processo storico-materiale e l’analisi dei dispositivi di sapere e potere che strutturano l’esperienza individuale. L’obiettivo del progetto è indagare questo campo attraverso un’accurata selezione di testi e autori, mostrando come la letteratura tedesca contemporanea elabori una razionalità narrativa alternativa per ripensare il nesso tra individuo, memoria e storia, trasformando il singolo caso in un luogo privilegiato di interrogazione critica delle forme attraverso cui il passato viene compreso, amministrato e trasmesso.
Prof. Francesco Rossi (Supervisore) – Prof. Alessandro Fambrini (Co-Supervisore)
CURRICULUM STUDI ITALIANISTICI
Dott.ssa Alice Maraldi
alice.maraldi@phd.unipi.it
Lodovico Domenichi storiografo: per un’edizione critica e commentata dell’Istoria della guerra di Siena
ITAL-01/A
Il progetto mira a realizzare un’edizione critica e commentata di un’opera inedita del poligrafo piacentino Lodovico Domenichi, ovvero la sua Istoria della guerra di Siena, composta a partire dal 1556 su commissione del Duca Cosimo I de’ Medici ma poi non approdata alle stampe. La ricerca prenderà le mosse da un’analisi materiale e filologica dell’unico manoscritto che ad oggi conserva l’opera (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Fondo Nazionale, II.III.128), un idiografo con correzioni autografe dell’autore e postille del segretario ducale Bartolomeo Concini che ebbe modo di leggere il testo e appuntarvi alcuni giudizi fortemente negativi. Si passerà poi a un commento storico-esegetico del testo e ad una sua contestualizzazione nel panorama della produzione storiografica coeva, alla luce in particolar modo della famigliarità che Domenichi aveva con tale genere di scrittura in quanto traduttore di opere storiche antiche e contemporanee, specie gioviane. Si tenterà inoltre di ricostruire l’iter compositivo del testo e, in particolare, i motivi della mancata pubblicazione, cercando di approfondire il ruolo giocato dalle censure del Concini. Si procederà infine ad approntare un’edizione che tenga conto dei vari livelli dell’opera: filologico, linguistico, letterario e più prettamente storico.
Prof. Giorgio Masi (Supervisore)
Dott.ssa Jiamei Wang
j.wang22@studenti.unipi.it
Le voci della solitudine: un’analisi corpus-driven della solitudine nei romanzi di Cesare Pavese
LIFI-01/A
Il progetto di dottorato si propone di analizzare la rappresentazione linguistica e narrativa della solitudine nei romanzi di Cesare Pavese attraverso un approccio corpus-driven, collocato all’intersezione tra studi letterari e linguistica. Mediante l’uso di strumenti di linguistica dei corpora (ad es. AntConc), la ricerca intende esaminare quantitativamente e qualitativamente le scelte lessicali, sintattiche e stilistiche associate al tema della solitudine, analizzando la frequenza e la distribuzione di termini chiave quali silenzio, assenza e isolamento, nonché il ruolo di metafore e simboli ricorrenti. L’obiettivo è mostrare come la solitudine si intrecci con altri nuclei tematici centrali dell’opera pavesiana – identità, infanzia, maturità, rapporto tra campagna e città – offrendo una prospettiva innovativa che integri l’interpretazione letteraria tradizionale con dati empirici e metodologie computazionali.
(Programma di ricerca finanziato dal China Scholarship Council CSC)
Prof. Federico Baricci (Supervisore) – Prof. Raffaele Donnarumma (Co-Supervisore)