
America(s) nasce come spazio d’incontro e dialogo fra le letterature angloamericane e quelle ispanoamericane. In un panorama accademico ancora oggi spesso definito da logiche disciplinari e canoni linguistico-culturali rigidi e talvolta insufficienti a una più organica comprensione delle dinamiche storiche e intellettuali che attraversano e definiscono il continente, il laboratorio mira allo studio delle connessioni, dei conflitti e delle fratture che caratterizzano le diverse anime del “Nuovo” Mondo.
America(s) si pone l’obiettivo di ripensare e superare i paradigmi epistemologici ed ermeneutici plasmati dall’esperienza coloniale europea, abbracciando una prospettiva transamericana capace di cogliere la complessità dei fenomeni di contatto, scambio e resistenza che attraversano le Americhe, e dedicandosi in particolare ai rapporti spesso tormentati fra Stati Uniti e America ispanica.
Soprattutto a partire dalla fine del Ventesimo secolo, diversi studiosi e studiose hanno valicato i confini fra American Studies e Latin American Studies per dimostrare come le letterature statunitensi e quelle ispanoamericane abbiano partecipato alla costruzione di un vasto contesto di interscambio già a partire dal periodo coloniale. Ponendo al centro delle proprie attività gli studi letterari, il laboratorio prosegue questa tradizione critica, proponendosi come gruppo di ricerca a forte vocazione interdisciplinare, volto a mettere in dialogo la teoria della letteratura, gli studi postcoloniali, i cultural studies, gli studi di genere e la critical race theory. Fondandosi su queste premesse, America(s) intende promuovere la teorizzazione, la ricerca e l’analisi di relazioni testuali capaci di gettare una luce nuova e in continua evoluzione sul rapporto vitale e ancora largamente inesplorato fra le letterature dei due emisferi.
Il laboratorio si propone di intensificare la collaborazione fra americanisti, tanto all’interno quanto all’esterno del dipartimento, nell’ottica di un rafforzamento dell’offerta didattica e culturale degli studi di letteratura angloamericana e ispanoamericana. In relazione a quest’ultimo aspetto, il progetto mira infine a costituirsi come base e premessa per la futura creazione di un gruppo di ricerca permanente dedicato allo studio comparato delle letterature americane.
Persone
Alessandra Ghezzani (Università di Pisa)
Marco Petrelli (Università di Pisa)
Riccardo Badini (Università di Cagliari)
Paolo Simonetti (“Sapienza” Università di Roma)
Attività
Il laboratorio organizza seminari, convegni e incontri didattici.
L’evento di apertura dei lavori sarà il convegno Americhe gotiche: la letteratura del terrore in prospettiva transemisferica, 16-17 novembre 2026, Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, Università di Pisa.
Il convegno si propone di esplorare la letteratura gotica degli Stati Uniti e dell’America Latina, focalizzandosi sul ruolo del terrore come strumento critico per interrogare le contraddizioni storiche, politiche e culturali del continente. Fin dalle prime narrazioni coloniali, l’immaginario americano è stato costruito attraverso una serie di tensioni simboliche fra utopia e distopia, civiltà e barbarie, luce e oscurità: una dialettica che trova nel gotico una delle sue espressioni più efficaci e durature.
Lungi dall’essere semplice letteratura di evasione, il gotico si configura come un linguaggio profondamente radicato nei processi storici della colonizzazione e nelle loro eredità, riflettendo e al contempo destabilizzando le retoriche dominanti. Utilizzando la mostruosità, il perturbante, la violenza e l’irrazionalità, la narrativa gotica rende visibili le tensioni legate alla razza, al genere, alla classe e al potere, offrendo al contempo una contro-narrazione rispetto ai discorsi egemonici della modernità occidentale.
Nel corso dei secoli, la letteratura del terrore americana ha continuato a confrontarsi con le tracce del passato coloniale e con le sue trasformazioni, dando voce a conflitti irrisolti e a memorie traumatiche altrimenti inespresse. Muovendosi dalla rappresentazione dell’alterità e delle gerarchie razziali fino alle riflessioni sulle disuguaglianze sociali, le dinamiche imperiali e la crisi ecologica, le trame del gotico americano si sono evolute mantenendo sempre una forte carica politica.
Attraverso un approccio comparativo e interdisciplinare, il convegno intende tracciare una mappa dei temi, delle forme e delle strategie del gotico angloamericano e ispanoamericano, evidenziandone le connessioni e le specificità e mostrando come il genere sia da sempre uno spazio privilegiato di elaborazione critica capace di illuminare, attraverso le sue ombre, le complessità dell’esperienza americana.