Shelley Project rievoca la leggendaria sfida di scrittura che ebbe come sfondo Villa Diodati a Ginevra quando, in una sera del giugno 1816, Mary Shelley concepì l’idea per il suo Frankenstein, il romanzo destinato a diventare uno dei miti fondativi della letteratura moderna.
Tra l’agosto e il dicembre 2026, diverse categorie di scrittori si incontreranno nei luoghi della Toscana e della Liguria toccati da Mary durante il suo soggiorno italiano tra il 1818 e il 1823, quando la scrittrice attraversò e abitò molte delle città e delle dimore che oggi ospitano il contest.
Nell’arco di una intera giornata, gli scrittori dovranno ideare e realizzare un racconto inedito e originale di genere fantastico, nelle sue declinazioni horror, thriller, fantasy, gotico o di fantascienza, scritto interamente a mano e realizzato esclusivamente in loco.
I migliori racconti di ogni categoria saranno inseriti nella terza antologia Shelley Project, che verrà pubblicata nel corso del 2027.
Per la categoria University Students possono partecipare studenti e studentesse regolarmente iscritti a un corso di laurea triennale o magistrale presso un ateneo italiano o straniero, che non abbiano ancora conseguito il titolo magistrale.
Shelley Project: dettagli del contest
Limite di iscritti: 50
Giorni del confronto: sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 dalle ore 9:00 alle ore 18:00
Location: San Giuliano Terme
Scadenza iscrizione: venerdì 18 settembre 2026 alle ore 18:00
Mercoledì 8 luglio 2026, alle ore 17:00 nell’Aula R1 di Palazzo Ricci (via Collegio Ricci, 10 / via Santa Maria, 8) e on-line via Microsoft Teams, il professor Christian Rivoletti, Visiting Fellow presso il nostro Dipartimento, terrà una conferenza dal titolo Storia dell’Europa e realtà contemporanea in Erich Auerbach: la riscoperta dei saggi dell’esilio.
Sono aperte le candidature per la prima edizione della Summer School “Contrappunti”, organizzata dal Comune di Castelplanio in collaborazione con ANFFAS e con il patrocinio del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa. L’iniziativa si svolgerà a Castelplanio (AN) il 17 e 18 luglio 2026.
La Summer School è rivolta a studentesse e studenti iscritti a corsi di laurea triennale o magistrale dell’area letteraria e linguistica dell’Università di Pisa e avrà come tema “Raccontare la neurodiversità. Forme e stili narrativi neurodivergenti”. Il percorso di studio si colloca all’intersezione tra studi letterari, disability studies e cognitive literary studies e si propone di approfondire le rappresentazioni della neurodiversità nella narrativa contemporanea e le scritture prodotte da persone neurodivergenti.
I partecipanti avranno l’opportunità di seguire seminari e workshop dedicati alle forme narrative della neurodivergenza, confrontandosi con docenti, studiosi, studenti e lettori. La direzione scientifica dell’iniziativa è affidata a Valentina Sturli e Carlo Tirinanzi De Medici.
I posti disponibili sono 16 e sarà possibile candidarsi entro il 30 giugno 2026.
Bando e scheda di presentazione scientifica sono consultabili sulla notizia dedicata, pubblicata sul sito del Comune di Castelplanio.
Martedì 16 giugno 2026 le strutture afferenti al Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica saranno chiuse a partire dalle 14 per la vigilia della festa di San Ranieri. Inoltre, le strutture saranno chiuse il giorno della festa, mercoledì 17 giugno 2026.
Informazioni sulle limitazioni al traffico e alla sosta il 16 giugno sono disponibili sul sito del Comune di Pisa.
A partire dal primo semestre dell’anno accademico 2026-2027, gli studenti di spagnolo del corso di laurea in Lingue, letterature e comunicazione interculturale (LILR-L) potranno iscriversi al Laboratorio Traduttori Inerba – Spagnolo (1604L), attività da 3 cfu pensata per offrire un primo approccio pratico alla traduzione letteraria e saggistica.
Il laboratorio rappresenta inoltre un’importante occasione di preparazione al Concorso Traduttori Inerba, promosso ogni anno dal Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica.
Le attività saranno coordinate dalla professoressa Daniela Pierucci.
Giovedì 4 giugno 2026, alle ore 14:30 nell’Aula C del Dipartimento di Scienze della Terra (via Santa Maria, 53), la dottoressa Valérie Tosi terrà un seminario dal titolo Vulcani e terremoti: stratigrafie del disastro nella parola letteraria.
LAVA (Literary Atlas of Volcanic and seismic Activities) è un progetto digitale e interdisciplinare dedicato allo studio delle rappresentazioni dei disastri vulcanici e sismici nelle letterature del mondo. Il seminario esplora come la letteratura racconti terremoti ed eruzioni attraverso prospettive storiche, culturali e sociali. L’analisi considera testi di diversi generi e periodi, mettendo in luce emozioni, memoria collettiva e trasformazioni ambientali. Particolare attenzione è data al ruolo della narrativa nel rappresentare il rischio, la resilienza delle comunità e i processi di ricostruzione. LAVA si propone come strumento di ricerca per comprendere il legame tra eventi geofisici e immaginario culturale.
L’ultimo seminario, per l’anno accademico 2025-2026, del Laboratorio seminariale di ricerca Francophonies itinérantes si terrà eccezionalmente presso l’Auditorium del Polo congressuale “Le Benedettine” il prossimo 26 maggio alle ore 10:00. Interverranno Lina Abdelaziz (Université de Batna 2) e Christophe Lafaye (Université de Bourgogne Europe). Al termine del seminario sarà proiettato il docufilm Algérie, Sections Armes Spéciales della regista Claire Billet.
Algérie, sections armes spéciales
Ce film est un rendu d’enquête que je voulais implacable car il révèle un sujet inédit, grâce au travail dantesque de l’historien Christophe Lafaye : l’utilisation d’armes chimiques par l’armée française durant la Guerre d’Algérie. En croisant archives militaires, témoignages de vétérans français, algériens et de victimes civiles, ainsi que les expertises de chercheurs, le film expose comment ces armes ont été employées pour détruire les bases de l’Armée de Libération Nationale (ALN) dans les souterrains. Avec l’autorisation du gouvernement français de l’époque, l’état-major militaire a ordonné l’usage de gaz toxiques pour éliminer les combattants cachés dans les grottes, en dépit de leur interdiction par les conventions internationales. Des essais ont commencé en 1956 pour trouver l’arme chimique la plus adaptée, puis l’usage du chimique ont été étendu sur l’ensemble du territoire algérien, rationnalisé et systématisé selon les stratégies militaires successives jusqu’à l’indépendance de l’Algérie.
Ce documentaire met en lumière un chapitre sombre et inconnu de l’histoire franco-algérienne, suscitant des questions sur la mémoire, la vérité historique et la justice.
Elles sont brûlantes d’actualité tant le fait colonial et ses violences sont méconnues en France, voire relativisées.
Algérie, Sections Armes Spéciales, un film de Claire Billet, image et son Olivier Jobard, musique Siegfried Canto, montage Yann Coquart, conseillère historique Raphaëlle Branche, Produit par Solent Production et Luc Martin-Gousset, avec la participation de France TV, la RTS, le CNC et la Procirep.
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